Al cool!

Sempre più adepti nel gettonato clan degli alcolisti.

Dal titolo si è riuscito a distinguere quell’aggettivo inglese, cool, ormai prestito adottato, che indica “fantastico”, “bello”, “forte”, come una sorta di contrappeso al fardello meschino di ciò che il termine significa nella sua interezza, per non fare riferimento alle sedute psicoanalitiche necessarie per comprendere le cause, i motivi che danno ad esso tanta importanza. Giovanissimi, giovani, meno giovani, sembra quasi il processo di invecchiamento delle cellule dedite a frequenti sbornie, mentre si fa riferimento alle età interessate: praticamente tutte. L’hangover è uno stato… imprescindibile, un senso di colpa che colpisce dentro e fuori, ma che non garantisce alcun progresso: gli inglesi, da grossi bevitori quali sono, hanno pensato bene di inventare la pillola del giorno dopo…la sbornia! Così puo darsi non diminuisca la percentuale di genitori che escono con il figlio in fasce per fargli fare un giretto in macchina, si fermano nel parcheggio di un pub, pensano di scendere a bersi un bicchiere tantononc’ènientedimale, escono dal locale completamente distrutti dall’alcool e prendono il taxi per tornare a casa, mentre il piccolo nel frattempo è morto asfissiato.

Cercare conforto in un false friend, in questo caso l’alcool, nasconde disagi di diversa gravità: dalle fasce più adulte che bevono per dimenticare un passato già vissuto e vissuto male, o un presente preferibilmente collocato in aspettativa di essere consumato; alle fasce più giovani, troppo giovani, che bevono per quel senso di autodistruzione insito nell’uomo.

Si beve perchè fa stare meglio, per superare sconforti che nessun regalo potrà mai coccolare. Per dichiarare di stare male pur vivendo una condizione di benessere. Per uccidere qualcuno, guidando alle cinque del mattino su un’autostrada che brama la velocità, i guardrails che cullano come fossero braccia, mentre l’asfalto mangia ingordamente chilometri fino a saziarsi, per poi all’improvviso sputare qualche rimasuglio incastrato tra i denti. La pellicola si è bruciata, girare di nuovo è impensabile, troppo tardi. Si beve perchè una condizione di malessere conviene, se non si ha il cancro, la leucemia, o qualche altra sindrome incurabile; avete mai visto un malato terminale ubriacarsi? Io no. Perchè non può scegliere.

Scegliete di vivere e di far vivere meglio. La verità è nel mezzo.

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